Age of Heroes

Fasi iniziali della seconda guerra mondiali. Il caporale Rains dell’esercito britannico viene mandato in un campo di correzione in seguito ad un atto di insubordinazione. Riesce a uscirne solo quando il Maggiore Jones vi si reca per recuperare un suo uomo. Rains li seguirà in una pericolosa missione segreta. L’obiettivo è un radar tedesco in Norvegia. Andrà fatto saltare ma, soprattutto, dovranno essere recuperati documenti e strumentazione che mettano la Marina britannica in grado di prevenire attacchi.
Forse non tutti sanno che Ian Fleming, il creatore dell’agente 007, è stato, in qualità di comandante della Marina uno dei più attivi organizzatori di missioni di commando nel corso del secondo conflitto mondiale. Una delle missioni più importanti è quella raccontata in questo film che purtroppo si inserisce nel filone dei war movies senza infamia e senza lode. Perché da un lato il regista e cosceneggiatore Vitoria dimostra di conoscere bene il genere tanto da utilizzarne un po’ tutti i luoghi comuni passando da I cannoni di Navarone a Dove osano le aquile ottenendo così un effetto deja vu che fa sì, che al di là del compimento della missione storicamente accertato, molti avvenimenti risultino purtroppo prevedibili. Ciò che però maggiormente dispiace è il mancato sfruttamento del personaggio Fleming che è presente ma senza alcun particolare rilievo mentre forse una parte della narrazione avrebbe potuto proficuamente incentrarsi su di lui. Trama Completa