Avalon

In un futuro distopico, gli uomini evadono dal grigiore quotidiano entrando in Avalon, simulazione virtuale della realtà in chiave bellica, dichiarata illegale per la sua pericolosità. Una volta interfacciatisi con il computer centrale, infatti, i giocatori si assumono il rischio di poter perdere la propria mente rimanendo così in stato vegetativo nel mondo reale. Guerriera di Classe A, Ash tenterà di accedere ad una zona interdetta del gioco per ritrovare un ex compagno di team e per capire meglio quello che è accaduto.
Quarto esperimento in live action di un maestro dell’animazione giapponese, Avalon affronta il rapporto tra uomo e macchina per riflettere, invero, sull’attendibilità di ciò che abbiamo davanti agli occhi. Come in Ghost in the Shell, probabilmente il capolavoro di Mamoru Oshii, il discorso risulta di alto livello oltreché ben espresso attraverso uno stile di incontestabile impatto: l’utilizzo della musica, dei tagli delle inquadrature, delle accelerazioni o dei rallentamenti contribuiscono a disorientare e a sorprendere lo spettatore. Così come la stessa eliminazione dei colori in favore di una monocromia in alcuni momenti memore delle nuance di Stalker concorre alla creazione di una visione che assomiglia a poche altre, ad un mondo in cui il nuovo coabita con il vecchio, dietro o davanti a un simulacro indefinibile. Trama Completa