Io robot

Accompagnato all’uscita in america da critiche feroci ma graziato da ottimi incassi, il film di Proyas, a dispetto di pregiudizi e valutazioni frettolose, si propone come tassello piccolo ma significativo nella cinematografia robotica, dimostra di essere un film dotato un una certa fantasia nella messa in scena e meno caotico e baraccone di quanto potrebbe sembrare ad una prima fugace occhiata.
Molti temi importanti purtroppo, vengono appena accennati: che ne sarà della forza lavoro operante nei settori ad alto tasso di rischio o fatica una volta che la stessa sarà sostituita da macchine? Cosa potrebbe succedere se le macchine acquistassero autocoscienza? Fino a che punto può e deve spingersi l’innovazione tecnologica? La sceneggiatura di Vintar (responsabile di Final Fantasy: The Spirits Within, cosa che di certo non depone a suo favore) riesce a mixare in maniera abbastanza convincente i diversi registri, ponendo il film a metà tra classici action movie tutta forma e poca sostanza come Terminator e sequel e pellicole di spessore contenutistico maggiore come il misconosciuto L’uomo bicentenario. Trama Completa