L’uomo del grano

La vita e l’attività di Nazareno Strampelli, uno dei più importanti agronomi e genetisti del mondo viene seguita a partire dalla sua infanzia (nasce nel 1866) fino all’età adulta e alle scoperte più importanti. Il pretesto è quello di un’inchiesta compiuta da una giovane giornalista.
Nazareno Strampelli. Chi era costui? La manzoniana frase che aveva come soggetto Carneade potrebbe essere applicata al protagonista di questo film biografico e troverebbe come risposta molti punti di domanda. Dobbiamo quindi ringraziare i numerosi promotori di questo amorevole film (tra cui si annoverano il Comune di Castelraimondo, il Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali insieme alla Fondazione che porta il nome dello scienziato e ad altri partner) se la figura di un importante ricercatore italiano viene rivisitata. Strampelli realizzò numerose varietà di frumento che consentirono un migliore sfruttamento dei terreni ed un aumento della produttività così considerevole da essere tuttora adottate in numerosi Paesi.
Il biopic ce ne illustra la curiosità presente sin dall’infanzia e la pacata risolutezza con la quale lo scienziato porta avanti le proprie ricerche nonostante la scarsa sensibilità delle istituzioni. Perché la Storia ripete se stessa in Italia con pervicace monotonia. E’ più facile che le scoperte significative vengano apprezzate prima all’estero che da noi e il sostegno dei privati (in questo caso il principe Potenziani) deve sopperire alle carenze di lungimiranza dello Stato. Fino a quando Mussolini, che vede nella battaglia del grano un forte strumento di propaganda, non decide di sostenerne il lavoro e di nominarlo senatore. Trama Completa