Mala Leche – Cattivo sangue

Trama
Nei sobborghi di una grande città cilena, Carlos e Pedro sbarcano il lunario facendo pericolose commissioni per Yao, delinquente di quartiere, cocainomane e balbuziente. Andato a male un accordo con dei trafficanti, i due ragazzi si vedono costretti a racimolare la cifra da restituire al loro capo in brevissimo tempo. Unica via d’uscita: dare inizio ad una serie di furti più o meno pericolosi. Una volta trovata una pistola come si deve, poi, tutto sembra diventare estremamente facile.
Storia di due vite al massimo più per necessità che per scelta, Mala Leche – Cattivo sangue segue una linea narrativa oltremodo chiara, spesse volte anche presumibile nei suoi vezzi ironici, nei sogni di fuga e nella finale strettamente drammatica. Basti pensare al rapporto – così come ai risentiti dialoghi – tra Carlos e i genitori per capire in quale frangente specifico del cinema nero ci troviamo. Oppure, si faccia riferimento, alla giovane donna con cui il protagonista potrebbe dar vita ad una famiglia diversa, lontana dal fango della strada e dell’illegalità. Pur con un’attenzione particolare alla cornice sociologica, un mondo in cui la forza bruta regola ogni cosa, León Errázuriz mescola spunti alla Scorsese, tonalità alla Spike Lee, una diffusa “leggerezza” di accenti alla Tarantino senza dimenticare L’odio o Trainspotting: colori scontrosi e camera a mano, dialoghi di spigliata ironia e personaggi-macchietta, desiderio di evasione e il colpo che potrebbe risolvere oppure affondare del tutto la situazione. Probabilmente a raccontarne gli elementi costituenti si rischia di rendere un cattivo servizio ad un lavoro che ha, tuttavia, un suo inequivocabile vigore, quasi una sensualità di enunciazione, fatta di sequenze libere, ma mai sciatte, di caratteri magari bozzettistici, ma credibili. Nonostante siano spesso fuori controllo, esagerati quasi fino alla parodia, Juan Pablo Ogalde e Mauricio Diocares, infatti, danno consistenza a due uomini sul punto di esplodere, incapaci di scorgere il reale peso delle azioni che vanno a compiere. Proprio in questo ordine di cose, la loro recitazione si sposa perfettamente con la cifra polimorfa della pellicola, con il suo rimandare ad altro, ricalcare e imitare; quasi una citazione diretta da Pulp Fiction la scena in cui improvvisano una rapina in un club.
Nell’accozzaglia di ironia drogata e dramma, l’opera prima di Errázuriz riesce comunque a fotografare con coerenza un degrado urbano che entra nelle vite dei singoli cambiandole per sempre. Uno di quei classici titoli che avranno, sempre e comunque, un preciso pubblico di riferimento. Fonte Trama

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Versione: DVDRip – Voti: Audio 8 – Video 8
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